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Agitazione sindacale nei dipendenti dell’Ente Parco

Si sta affermando nei posti di lavoro, soprattutto in quelli pubblici, il mal vezzo di considerare i contratti integrativi aziendali come artifizi importanti ma non necessari per retribuire i dipendenti. In sostanza si possono chiedere prestazioni per aumentare la produttività dell’Ente ma non necessariamente queste prestazioni potranno essere retribuite. Accade in molti posti di lavoro e sta accadendo al Parco Nazionale dell’Arcipelago dove i dipendenti, sebbene abbiano portato a termine numerosi progetti per migliorare la produttività dell’Ente aspettano fin dal 2011 di essere valutati e quindi pagati. Ebbene possiamo tranquillamente sostenere che chi rientra nella categoria dei “fannulloni” , non sono certo i dipendenti del Parco ma chi fino ad oggi ha rallentato e ostacolato l’applicazione delle disposizioni contenute dei Contratti Integrativi Aziendali e non ha assunto in prima personale le responsabilità che le vengono imposte dalla Legge. Sarebbe banale citare alcuni passaggi delle norme Brunetta, ma diventa quanto mento necessario, in questa situazione delineare responsabilità e individuare le carenze che hanno generato un notevole disagio tra i lavoratori e che stanno accedendo un conflitto tra dipendenti e presidenza del Parco. Brevemente, senza entrare in tecnicismi, citiamo l’art. 15 del Dlgs 150/2009 (Legge Brunetta) “L’organo di indirizzo politico – amministrativo (… ) definisce in collaborazione con i vertici dell’amministrazione il piano e la relazione sulle perfomance e verifica il conseguimento effettivo degli obiettivi strategici”. Tanto basta per sostenere che la politica pilatesca del Presidente dell’Ente Parco sulla gestione del personale non ha ragione di esistere anzi la stessa norma impone una presenza qualificata e decisiva dell’organo di indirizzo politico-amministrativo. E quindi la responsabilità derivata dalla Legge si applica anche alla verifica degli obiettivi e quindi anche, in assenza di dirigenza, alla valutazione del personale. Invece ci si trincea dietro arzigogoli giuridici e dietro valutazioni non effettuate da “passati Direttori” sapendo che la funzione di controllo anche della Dirigenza, soprattutto nei casi di mancata valutazione del personale, è compito primario del Presidente, tenuto conto che gli obbiettivi di performance sono attribuiti ai Direttori proprio dall’organi di indirizzo politico-amministrativo in buona sostanza il Presidente! E allora come mai non è stato esercitato dal Presidente il potere sostitutivo che la stessa norma dettaglia per le mancate valutazioni dei dipendenti per gli anni 2011-2012 e parte del 2013? Insomma perché si preferisce, senza ipotizzare soluzioni ,rendere note le osservazioni dell’Organismo Indipendente di Valutazione che non valida alcune relazioni sulle perfomance? Perché si preferisce non utilizzare io potere sostitutivo per la valutazione dei dipendenti? Una serie di domande che necessariamente devono trovare risposte e contestualmente soluzioni. I lavoratori e il Sindacato da sempre si sono dichiarati disponibili al confronto e alla individuazione di soluzioni che, nel rispetto delle norme, possano dare risposte a chi, con le diversità del caso, ha prestato la propria opera per permettere al Parco Nazionale di La Maddalena di raggiungere i propri obiettivi, che ci risulta nella maggior parte dei casi raggiunti con il fattivo e decisivo contributo dei lavoratori. Deve essere chiaro a tutti che non si sta chiedendo di retribuire i dipendenti attraverso escamotage di vecchia memoria, si sta chiedendo e lo si chiede a gran voce l’esigenza che ognuno si assuma la propria responsabilità non ultima quella di valutare i progetti e i lavoratori per poter chiudere, nel rispetto delle regole, una partita che racchiude in se non solo questioni di carattere economico ma anche e soprattutto relazionali e di rispetto della dignità del dipendente. È evidente che il Sindacato di fronte a difficoltà economiche dei lavoratori non ha altri strumenti che quelli della comunicazione e della mobilitazione, perciò formalizza lo stato di agitazione di tutto il personale a partire dal giorno 4 maggio 2015, con il blocco di tutte le prestazioni di carattere straordinario, indice per il giorno 29 maggio 2015 Uno sciopero generale di 24 ore dei dipendenti ed attiva, ai sensi della Legge 146/90 le procedure di raffreddamento dei conflitti richiedendo la convocazione presso la Prefettura di Sassari del Presidente dell’Ente Parco per cercare di dirimere la vertenza in corso. Va da sè che le scriventi Segreterie si rendono disponibili alla apertura di tavoli contrattuali con la presidenza.
Per la Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl: L.Porcheddu, L.Bartolozz,i M.Guccini.

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‘L’imbroglio nucleare’ su “Il Vento”

Da “Il Vento” – Anno V n° 235 di venerdì 29 ottobre 2010.

E’ di recentissima pubblicazione ‘L’imbroglio nucleare. La Maddalena 1972-2005’, un interessantissimo libro-inchiesta di Francesco Nardini, giornalista, storico e poeta, maddalenino d’adozione, dipendente pubblico. Il libro, edito dall’Associazione Storica Sassarese, racconta ed analizza il trentennio della presenza della Marina americana a La Maddalena, periodo storico che ha spaccato l’opinione pubblica nazionale, regionale e anche locale, sulla cui testa, soprattutto attraverso i temi delicati quali quelli della salute, legati a presunte contaminazioni nucleari, si sono giocati interessi politici e forse anche economici di altri. Continua a leggere

Inquinamento atomico o inquinamento mediatico?

Sono passati quasi tre anni da ché la Marina Americana ha disattivato il punto d’appoggio sull’isolotto di Santo Stefano (29 settembre 2007), eliminando praticamente anche il rischio di un’incontrollata fuoriuscita di materiale radioattivo dai motori dei sommergibili a propulsione nucleare che stazionavano nelle acque dell’isola. La disattivazione del punto d’appoggio (impropriamente chiamato ‘base navale’) ha rappresentato per 35 anni un costante argomento di discussione politica fra i favorevoli e i contrari alla sua presenza, a prescindere dalla reale pericolosità dell’attività dei sommergibili nell’area.

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