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Un’altra edizione del G8 a La Maddalena?

G8 La Maddalena

In seguito alla conferenza stampa indetta da ‘Risarcire Maddalena’ sulla possibilità di poter ottenere nuovamente a La Maddalena l’evento G8, ricfeviamo e pubblichiamo un commento del lettore ‘Rosso 46’. 

“Il 15 luglio 2015 alla conferenza stampa “Risarcire La Maddalena” ho manifestato il mio disappunto sul fatto che alla Maddalena si continui parlare ancora della mancata conferenza dei G8 e le motivazioni del trasferimento all’Aquila.

Il Governo di allora prese coscienza della difficolta di completare il tutto nella data prevista dell’incontro con i potenti del mondo, che l’acqua non era potabile in una buona parte della città, che il depuratore delle fogne di tutta la città, confinante a pochi metri dal complesso dove si doveva tenere la conferenza mondiale e da anni sotto sequestro perché non funziona, liberando nell’aria dei gas nocivi alla salute pubblica, l’isola ecologica maleodorante e mal gestita, il deposito dove viene lavorato il materiale di risulta dei cantieri edili che dovrà essere messo in sicurezza, in quanto viene tritato ogni specie di materiale di cantiere, anche di dubbia provenienza (Eternit, cemento ed altro). Una bomba ecologica a cinque metri dal confine dove si vuole fare adesso l’incontro dei G7. Ecco cosa deve chiedere la città di la Maddalena, risarcire subito per la salute del nostro paese e risolvere questi gravi difficoltà. Le famiglie che abitano a confine di questa realtà della frazione di Moneta, ancora non si decidono a denunciare questi gravi problemi per la loro salute. Rendiamoci conto che l’acqua non potabile arriva all’ospedale, alle panetterie, ai bar, ai negozi che fanno dolci, ai ristoranti, ci siamo, come sempre, abituati a star zitti, cerchiamo di essere cittadini di serie “A” e non di serie “Z”. Cerchiamo di trovare definitivamente una soluzione, individuiamo e facciamo le giuste pressioni a tutte le istituzioni per risolvere le complessità di vita di questa bellissima isola e non chiediamo di fare nuovamente alla Maddalena i G7 se non risolviamo prima questa cruda realtà del nostro paese”.

Rosso 46

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Il ‘Pane del Governo su “L’Unione Sarda”

Dal quotidiano “L’Unione Sarda” del 19 novembre 2010.

Il pane del governo non c’è più: al suo posto il sogno luccicante e incerto di un’altra economia possibile che trova dimora al Porto Arsenale. Qui, da dove quest’estate sono rimbalzate nel mondo le immagini delle barche della Vuitton Trophy e del circo milionario che le circonda, sessant’anni fa nell’Arsenale della Marina militare, fu scritto un brutto capitolo della Guerra Fredda. Un’ottantina di lavoratori finirono in vere e proprie liste di proscrizione perchè comunisti o anche genericamente di sinistra. Le loro storie, e la più grande storia che sta intorno, sono oggi al centro dell’interessante volume Il pane del Governo, La Maddalena 1946-1956 scritto dai giornalisti Salvatore Abate e Francesco Nardini, con la prefazione di Luigi Berlinguer, per l’editore Paolo Sorba. Continua a leggere

‘Il pane del governo” a La Maddalena

Paolo Sorba Editore
ha il piacere di invitarVi alla presentazione
del libro di Salvatore Abate e Francesco Nardini

IL PANE DEL GOVERNO
La Maddalena 1946-1956

Interverranno:

Dott. Aldo Borghesi
Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell’Autonomia

Dott. Augusto Ditel
Direttore de “la Gazzetta di Reggio Emilia”

Gli Autori
Salvatore Abate e Francesco Nardini

La Maddalena
Sala Consiliare del Municipio
sabato 20 novembre 2010 alle ore 18.00

‘Il pane del Governo’ su “Sardinews”

Sul mensile di informazione “Sardinews” un articolo di Marina Spinetti su Il pane del Governo, intitolato: La Maddalena e “Il pane del Governo”. Pane americano, companatico nucleare.
Ne inserisco un estratto.

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Un commento su ‘Il Pane del Governo’

S. Abate – F. Nardini, Il pane del Governo, La Maddalena, Sorba 2010

Dico subito che trattandosi di un libro documentativo che ha legittime ambizioni storiche, non scorre con la dolcezza armoniosa di un romanzo, e, soprattutto, non ha un lieto fine: il lettore che vi si accosta deve essere dotato di pazienza e di amore per la notizia, per il documento, per la storia.
Abate e Nardini, portando a compimento questo lavoro, hanno messo a segno un punto: quello che consente loro di potersi fregiare di aver salvato per tutti noi una complessa pagina di storia socio-politica.
Nell’importante prefazione Luigi Berlinguer spiega perché “La Maddalena deve ringraziare gli autori, non solo per la fatica profusa in questo lavoro di ricostruzione storica, di ricerca, utilissima, delle fonti documentarie, ma soprattutto per il campanello della memoria che essi suonano in una città (e non solo) che corre il rischio di dimenticare”. E chi leggerà questo libro, non potrà non essere d’accordo con lui.

(Gian Carlo Tusceri)