Archivi tag: sanità

Il declino dell’ospedale ‘Paolo Merlo’

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un appello/denuncia del Gruppo Socio Politico Cristiano sulla situazione dell’Ospedale ‘Paolo Merlo’.

OpM

La Regione Sardegna con la delibera di Giunta. n.6/15 del 2.2.2016 ha sancito quali norme utilizzare per colpire a morte il nostro Presidio Ospedaliero. Da anni il ‘Gruppo Socio Politico Cristiano’ evidenzia questo processo involutivo che ha assunto una dimensione cosi malevola che ignorarla ci rende complici. La ASL di Olbia da sempre ci ha impedito di funzionare, lo ha fatto adottando espedienti restrittivi per poi utilizzarli per privarci dei servizi, l’ultimo quinquennio ne è l’evidenza, ove l’accanimento è diventato sistema. La RSA (Residenza Sanitaria Assistita) che avrebbe accolto anziani totalmente inabili, pazienti bisognosi di assistenza protratta nel tempo e giovani donne con problematiche sociali) vergognosamente negataci, i reparti del Paolo Merlo ogni anno dimezzati nella loro funzionalità, le corsie prive del personale, l’incredibile inadempienza nel dotare il Presidio dell’Emoteca che ha generato l’inoperatività dell’Ostetricia e di altri reparti. In questo contesto la ASL n. 2 (che è quella che ha inviato i report alla Regione Sardegna) ha disposto provvedimenti che se la popolazione e la politica non rigettano, [come hanno fatto tutti i comuni della Sardegna, Tempio in testa che ha capito il gioco sporco che Olbia ha attuato] noi saremo azzerati, e non potremo più parlare di Ospedale, se questi è privo della Ginecologia, Pediatria, Nido, Chirurgia e un Pronto Soccorso adeguato alle necessità di un paese artatamente isolato. Non è più possibile esitare: o con il paese o contro, o con i diritti della cittadinanza…, o con le solite insensate,vergognose discolpe… spesso adottate da chi dovrebbe tutelarci, difenderci,proteggerci. L’Ospedale è tecnicamente chiuso: con la Ginecologia impedita a far partorire le nostre donne, con la pediatria non più Servizio, il nido sottrattoci con espedienti meschini, la Medicina trasformata in Ospedale di Comunità, la Camera Iperbarica indicata già ad Olbia, con gli ambulatori spostati a Padule solo per occupare locali costruiti e accreditati per la RSA… Con l’angoscia di morire in banchina, o in un viaggio verso il più vicino Ospedale, solo perché la ASL n.2 ha deciso che il Paolo Merlo non può più assolvere quanto per decenni ha svolto con professionalità assoluta. Il giorno 2 aprile c.a., alle ore 18,00, nell’Oratorio S. Giovanni Bosco sito davanti al presidio ‘Paolo Merlo’, il ‘Gruppo Socio Politico Cristiano’ terrà una conferenza per parlare di Sanità. I promotori vogliono schierarsi contro l’ennesimo ridimensionamento del nosocomio isolano.

<<Chiederemo ostinatamente soccorsi e soluzione, reclameremo quella dignità che abbiamo smarrito – si afferma in un comunicato stampa – ospiteremo  i nostri:  Politici, Sindacati, Giornalisti, Associazioni, Operatori della Sanità e i Maddalenini.  Li sollecitiamo a partecipare perché senza quest’ultimo  grido, il paese non avrà futuro.  Non permetteremo strumentalizzazioni, non cercheremo colpevoli, saremo tutti impegnati  a imitare quel colpo di dignità che ha visto altri Ospedali non collocati nelle isole urlare: basta!  La Asl n. 2 e la Regione  Sardegna ci hanno negato quanto previsto dalle Legge Balduzzi per le Isole Minori. Questo fatto va urlato  perché La Maddalena è la sola isola in Sardegna che ha l’ospedale, e che ha il diritto di avere quei servizi subdolamente sottrattici!>>.

.

Annunci

La C.G.I.L. sulla sanità in Gallura

Si è svolto lunedì 11 gennaio, pomeriggio, nel salone comunale un convegno, promosso dalla Cgil provinciale, per informare la cittadinanza sugli ultimi sviluppi della vertenza sanità in Sardegna, specie al riguardo del nosocomio isolano. Erano presenti: Lorenzo Porqueddu(segretario generale Funzione Pubblica Cgil Gallura), Luisa Di Lorenzo (segretaria Cgil territoriale), Luisella Maccioni (Cgil – Olbia), Gessica Caria (operatrice sanitaria e sindacalista). A moderare il sindacalista Franco Monaco, che ha esordito affermando che <>. Lorenzo Porqueddu, ha raccomandato <>. Per il segretario della FP-Cgil territoriale la vera necessità per il nosocomio maddalenino sta nella trasformazione del Paolo Merlo in un centro poliambulatoriale per le urgenze/emergenze, comprese ovviamente le esigenze del punto nascita, che – fra l’altro – resta salvo dalla chiusura perché situato su un’isola minore.
Di seguito riportiamo l’o.d.g. votata dalla FP-Cgil Gallura, in merito al riordino sanitario della Gallura con particolare riferimento all’ospedale de La Maddalena.
“Una campagna della Cgil nazionale, chiusa lo scorso autunno, aveva come denominatore un concetto semplice: “Salviamo la salute” . Di per sé parrebbe uno slogan
forse senza senso, ma se calato nella realtà italiana e soprattutto nelle realtà del Servizio
Sanitario Nazionale, assume un valore dirompente e rivoluzionario; per una elementare
ragione: da anni la Sanità è passata da un diritto inalienabile del cittadino a una branca del
mercato: e gli sforzi di tutti governi che si sono succeduti da 20 anni a questa parte, di destrao di sinistra, non hanno fatto nient’altro che smantellare il servizio pubblico, limitare gliaccessi e valorizzare la Sanità di mercato, che attraverso una tecnologia imponente unita adiscorsi egualitari ha creato l’impressione che la sanità privata sia altamente efficace eaccessibile.
Indubbiamente, nel corso degli ultimo decenni, lo sviluppo delle nuove tecnologie nelle cure sisono dimostrate estremamente utili, ma quelle che sono ascrivibili a malattie diffuse non sono monopolizzate dai “professionisti della sanità” come ferri esclusivi deiloro mestieri perché hanno dei costi bassissimi e richiedono una minima quantità dimateriali, di abilità personali e di servizi ospedalieri.
Perciò l’idea di perseverare nei tagli lineari alla sanità ha un duplice senso: recuperare, forse risorse, ma soprattutto indirizzare sempre di più il consenso del cittadino verso una sanità “convenzionata” e quindi strettamente legata agli umori dell’investitore e del mercato. Quindi, oggi, parlare di sanità diventa sempre più complesso vuoi per le intersecazioni con la nuova economia, vuoi per una nuova identificazione, in senso liberista, dello stato sociale e quindi dell’abbandono lento ma costante della protezione del cittadino. Tutto ciò diventa ancora più complicato laddove la questione della Sanità si interseca con le riforme degli Enti Locali come nella Regione Sardegna e ancora di più inuna Regione a Statuto Speciale, come la nostra, con competenze legislative non solo in materia di Sanità ma anche e soprattutto in materia di Enti Locali.
E allora il combinato disposto delle esigenze di mercato, della revisione della spesa pubblica e del cambio di architettura istituzionale fa si che buona parte delle riforme, fin qui effettuate, hanno una caratteristica unitaria e comune:
– le riforme che hanno grandi incidenze nello smantellamento dello Stato Sociale vengono
discusse senza la partecipazione della società civile che è il fruitore di quelle riforme.
– il tutto riafferma il concetto che questa politica affronta le grandi riforme in splendida
solitudine evitando quel confronto con gli Enti Locali e le organizzazioni sociali che pur
rappresentando, lavoratori, cittadini e il corpo della società vengono visti come legacci che
potrebbero “rallentare” quelle necessarie e improcrastinabili riforme che cambieranno,
almeno in Sardegna, gli assetti del sistema sanitario.
Ma non solo è del tutto assente l’idea che le riforme devono essere condivise e calate nelle
realtà territoriali, soprattutto quando si parla di riorganizzare,ristrutturare il sistema sanitario perché le scelte da compiere riguardano condizioni delicate: dalle attese di salute dei cittadini, alla condizione dei lavoratori della sanità, dagli interessi economici agli aspetti culturali.Insomma la trasformazione della politica e della sua presa nella società civile sta, per dirla con Albert Einstein, generando mostri. E la così detta riforma della rete ospedaliera sarda si avviase non corretta e rivisitata, anche con il contributo delle Organizzazioni dei Lavoratori, verso quel lidi tenebrosi che al di là delle stanche parole demagogiche di accesso per tutti i cittadini, contiene. E allora parliamo della Gallura e parliamo di La Maddalena, parliamo di come l’avvio di una politica sanitaria non condivisa può escludere, e limitare la sanità in un territorio complesso e disagiato come quello in cui viviamo. Mettiamo l’accento rispetto ad una idea di “riforma” che sebbene ancora in corso d’opera, contiene a nostro giudizio i dettati per il ridimensionamento della sanità pubblica in questo lembo di terra sarda, attiviamo le nostre lenti su di una Isola, La Maddalena, dove quello che noi chiamiamo “evento possibile” è sempre in agguato e che la riorganizzazionedella rete sarda tende a sottacere. Quindi per parlare di La Maddalena e del suo Ospedale non possiamo non parlare di come la riforma trasforma e riduce lo spettro della Sanità Pubblica in Gallura e di come attraverso una idea perenne tagli si giunga ad un abbassamento delle coperture sanitarie verso la popolazione.
E partiamo immediatamente da un concetto condivisibile contenuto al punto 4 dell’Ipotesi di Riforma: lo citiamo perché diventa il parametro con cui si provvede, seguendo le normative nazionali, al taglio dei posti letto in Sardegna: “Il tasso complessivo di ricovero dei cittadini sardi nel 2014 è pari a 165 ricoveri per 1000 abitanti, dato superiore di 5 punti rispetto lo standard nazionale”.
Vero certamente e facilmente condivisibile se attraverso una seria deospedalizzazione verso presidi territoriali, si possa dar vita ad una sanità dipartimentale e territoriale. Purtroppo così non è: in Gallura, a La Maddalena e in Sardegna l’ospedale rimane ancora l’ultimo e forse l’unico presidio in grado di garantire la presenza della Sanità.
Sia chiaro che la deospedalizzazione è e rimane un caposaldo della politica sanitaria di questa Organizzazione, ma pensare di ragionare, oggi, esclusivamente di rete ospedaliera, senza che sia almeno abbozzato il Piano Sanitario Regionale ci pone e pone tutti in estrema difficoltà perché le lucentezze che, una politica sanitaria territoriale più vicina al cittadino, può dare vengono offuscate dalle emergenze continue e dalla necessità di protezione e sicurezza che scaturiscono da un presidio sanitario.
Quindi sono condivisibili le preoccupazioni che sorgono dalla cittadinanza della Maddalena
perché, sebbene con i suoi limiti, il Paolo Merlo rappresenta una certezza per la popolazione. E allora vediamo come, in attesa della definizione di una politica territoriale strutturata e ben definita come, a giudizio della Fp Cgil, può essere strutturato il presidio.
Se guardiamo laddove si è proceduto, non con processi di sola chiusura dei servizi ma di loro riconversione: la riorganizzazione ha pagato, non solo in termini di qualità della salute ma anche in termini economici, con l’idea che “investire nel cambiamento” attraverso il sostegno finanziario verso misure che producono una reale riorganizzazione dei servizi significa produrre una sanità di qualità, significa dare risposte ai cittadini ed in buona sostanza significa ampliare lo spettro di intervento della Sanità Pubblica.
Nella proposta di riorganizzazione ci troviamo, al contrario, con una proposta che
ridimensionala la Asl Gallurese, riclassifica, riduce i posti letto nei presidi di La Maddalena e Tempio, di contiene il presidio di Olbia e di da fiato e corpo alla sanità privata del Mater Olbia. In Gallura, si prevedono tagli consistenti di posti letto, di trasformazione dei presidi
ospedalieri in Ospedali di Comunità e/o Case della Salute, Sedi disagiate, ecc. Bisogna
affermare con forza che con questa organizzazione non si fa altro che allontanare sempre di più il sistema sanitario gallurese dai cittadini, si stravolgono tutti gli assetti sanitari e si creano enormi problemi di accesso ai servizi sanitari primari. Viene penalizzato tutto il territorio, e manca completamente una idea di come la sanità avrà un ruolo a La Maddalena e anche nella stessa Olbia.
Di fronte a questa impostazione ne abbiamo sentite di tutto e di più, ma soprattutto, fino a
qualche mese fa, abbiamo sentito i peana campanilistici di tutte le Amministrazioni galluresi in difesa del “su connottu” e quindi perdendo di vista che una difesa unitaria della nostra Asl è parte sostanziale per il mantenimento dei servizi ospedalieri nel nostro territorio. Insomma al di là del riscontro populistico sul “punto nascita non si tocca” non sarebbe più produttivo rivolgere la nostra attenzione e le nostre proposte alla “porta” della Sanità cioè ai pronto soccorso e alla così detta “urgenza e emergenza” che se sviluppata e potenziata non solo garantisce gli accessi ma soprattutto garantire una copertura sanitaria completa. E allora guardiamo con occhi liberi che cosa ci si sta prospettando e come attraverso le maglie delle stesse norme potremmo rivedere l’impostazione data dalla ipotesi di riorganizzazione della
Rete. Ma non siamo certamente noi a sostenere che le riforme non vadano fatte diciamo al contrario che “devono” essere fatte. Ma una riforma complessa come questa ha bisogno di molta discussione e molta “conoscenza” perché non è certo che attraverso la semplificazione, non solo della discussione, che si ottengono risultati.
E allora, posto che potrebbe essere possibile proporre qualcosa e rivedere alcuni concetti,
ipotizziamo di utilizzare la stessa delibera per rivoltare i tagli e gli effetti negativi nella realtàsarda e gallurese.
Cominciando dagli stessi cardini della riforma: è evidente che la Gallura è parte integrante
dell’Area Territoriale di Sassari, ha tre “strutture” di cui un Presidio di primo livello, un’area disagiata e un ospedale di comunità. Questo però è fortemente in contraddizione con quanto la stessa Legge Regionale 23 del 17 novembre 2014 all’art. 9 comma 3 pomposamente declama: “ costituire, in ciascuna delle aziende sanitarie locali, un presidio ospedaliero unico di area omogenea, eventualmente ripartito in più stabilimenti, secondo la programmazione regionale, in cui sono garantite le specialità di base e le funzioni di specializzazione attribuite nell’ambito della rete ospedaliera regionale e della rete regionale delle emergenze” a nostro giudizio, la programmazione regionale, nella indicazione data alla Gallura sui presidi Ospedalieri esclude a priori questo comma. Infatti mentre mantiene fermo (e non può fare altrimenti) il Presidio di Olbia declassa, chiude e trasforma Tempio e La Maddalena. Un’ipotesi e una possibilità: la lettura “letterale dell’articolo” ci da la possibilità di riproporlo, anche e soprattutto a parità di posti letto, come “soluzione” per i presidi della Gallura racchiusi nella formula: “ un presidio e due stabilimenti” . Le motivazioni per una revisione ci sono tutte, a partire da una delle “mini riforme” contenute nella Delibera: l’ individuare “piattaforme” e la soppressione di molte “strutture complesse” ci da la possibilità diriorganizzare gli accessi e le prestazioni sanitarie articolate all’interno dei tre presidi  ampliando gli accessi e eliminando, in teoria, le liste di attesa in buona parte dei sevizi offerti e presenti nella scalette dei Presidi di primo livello. Insomma attraverso una ben studiata riorganizzazione non solo dei posti letto ma anche e soprattutto delle specialità e del personale sarebbe possibile, non solo mantenere ma rilanciare la funzione dei presidi pubblici in Gallura. E’ perciò evidente che, non mettendo in discussione (purtroppo) il numero dei posti letto potremmo perseguire la completa integrazione tra “stabilimento” e Casa della Salute, a Tempio.
Per la Maddalena, invece, tenuto conto dell’insularità, potremmo ipotizzare, sempre nei limiti dei posti letto, e nelle pieghe della Delibera forzare la mano (giustificata proprio per la tipologia di La Maddalena) nella ipotesi di sostituire la dicitura “Sede Disagiata” con Ospedale sede di Pronto Soccorso, escludendo pertanto la gestione dell’Areus visto che gli accessi a quel presidio sono superiori ai 6000 l’anno e quindi strettamente dipendente dalla DEA di Olbia. Sono alcune idee che partono da una base ormai in disuso: “quello della politica dei territori” che pone le sue basi proprio sulla partecipazione e sulla vicinanza dei servizi nelle realtà dove devono essere calati, ma che seguono un indirizzo regionale coerente che lega tutte le scelte e quindi una idea primaria “regionale” che poi trova i suoi “raggi” (spoke) nei territori. E allora, la creazione a La Maddalena di un forte presidio con sede di Pronto Soccorso che strettamente legato alla Dea di Olbia e organizzato con un modello multidisciplinare che riunisce, nella stessa struttura, personale specialista in ambiti diversi.
È quindi costituito da unità operative omogenee, affini o complementari, che perseguono
comuni finalità e sono tra loro interdipendenti, pur mantenendo le proprie autonomie e
responsabilità professionale. Con questa semplice operazione: ricordiamo che ancor oggi
l’Ospedale di La Maddalena è una struttura multidisciplinare, potremmo uscire anche dalle
mannaie dei tagli ai punti nascita, perché il “posto letto” rimarrebbe invariato all’interno dei posti letto così detti OBI (osservazione Breve ed Intensiva), come sarebbe garantita la
presenza di personale specializzato, insomma un presidio che sia messo in grado di seguire
tutte le urgenze e le emergenze garantendo una qualità della prestazione costante.
E che sia in grado di stabilizzare il paziente in attesa di eventuali trasporti verso sedi
specialistiche, oppure di essere ricoverato o nella stessa o in altra struttura. Insomma una
presidio che pur mantenendo gli attuali posti letti garantisca una maggiore qualità della sanità a La Maddalena, il tutto poi legato ad una politica sanitaria territoriale che dovrà essere sostanziata dal nuovo piano sanitario regionale, quindi ribaltare il concetto di Sede Disagiata perché a nostro giudizio riduttivo e pericoloso nel divenire degli anni.
E questo concetto trova nei fatti sostanza su quanto la stessa ipotesi di riorganizzazione
sostiene che citiamo:
Particolare attenzione sarà posta alla rimodulazione del percorso dell’emergenza –urgenza,con il progressivo passaggio della gestione dei Pronto Soccorso ubicati negli ospedali sede di punto di primo intervento (PPI) o di sede disagiata all’AREUS, secondo le seguenti fasi: Entro il 2015 per i Pronto Soccorso con meno di 6000 accessi appropriati l’anno (al netto dei codici bianchi), la gestione è affidata all’AREUS come postazione territoriale, mantenendo il coordinamento operativo con il DEA di riferimento;
Entro il 2016 i Pronto Soccorso con oltre i 6000 accessi appropriati l’anno (al netto dei codici bianchi) transitano sotto la gestione del DEA di riferimento, mantenendo il coordinamento operativo con l’AREUS.
Nei stabilimenti sede di PPI e di sede disagiata, nei quali è attualmente presente un Pronto
Soccorso, devono essere garantiti i servizi di seguito indicati:  un’area di degenza comune di 20 posti letto afferente al reparto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri; una chirurgia elettiva che effettua interventi in Day surgery o eventualmente in Week Surgery con la possibilità di appoggio nei letti di medicina (obiettivo massimo di 70% di occupazione dei posti letto per averne disponibilità nei casi imprevisti) per i casi che non possono essere dimessi in giornata; deve inoltre essere garantito un supporto specifico da parte dell’equipe chirurgica, in pronta disponibilità, per casi risolvibili in loco, per la porzione di giornata non
coperta dal servizio ordinario; È predisposto un protocollo che disciplini i trasporti secondari dagli stabilimenti di sede disagiata (La Maddalena, Sorgono, Bosa, Isili e Muravera) al centro di riferimento per complessità della patologia (stabilimento Spoke o Hub). Deve essere garantita la presenza di una emoteca e della direzione medica di presidio con compiti di coordinamento delle attività. Il personale deve essere assicurato a rotazione dallo stabilimento Hub o Spoke più vicino.Come si evince nettamente, il futuro secondo questa impostazione, non è roseoPer chiudere è evidente che senza alleanze tutto questo èdecisamente difficile da sostenere,ma noi riteniamo che una politica unitaria dellaGallura, anche in previsione della ipotizzata Aslunica sarda debba essere tentata”.

Donazione sangue

La Maddalena, 27.10.2015

L’associazione Avis comunale ‘Claudio Delogu’ ricorda che venerdì 30 ottobre, in Piazza XXIII Febbraio, dalle ore 08.00 alle ore 12.00, sosterà l’autoemoteca del Centro Trasfusionale della ASL n.2 di Olbia per effettuare una raccolta di sangue. Ricorda inoltre che la donazione può essere effettuata anche dopo aver fatto colazione.
Donare il sangue è donare la vita!.

Comunicazione dell’associazione ‘Biancoceleste’

Comunicazione:

Con una puntigliosa esposizione dei fatti,corredata da pertinenti atti documentali, in data 19 corrente mese l’Associazione BiancoCeleste ha inviato una SEGNALAZIONE-ESPOSTO alleAutorità Governative della Revisione della Spesa,dottor Carlo Cottarelli ( Controllo spending-Review ) e dottor Raffaele Cantone ( Presidente Anti-Corruzione) che,per opportuna conoscenza,è stata partecipata anche alla Procura della Repubblica di Tempio stanti le numerose verifiche di legittimità richieste a quella sede sull’operato tecnico amministrativo dell’ASL 2 con particolare riferimento alla gestione fallimentare e all’inefficienza funzionale del Presidio Ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.
Sostanzialmente è stata richiamata l’attenzione sugli importi della Spending-Review che,rapportata agli scarsi ritorni produttivi,parrebbe aver raggiunto livelli di ingiustificato sperpero ed in tal contesto è stato fatto specifico riferimento anche ai premi di produttività elargiti da un’Azienda in stato fallimentare e per di più sprovvista di un’oggettivo sistema distributivo meritocratico.
E’ stato segnalato inoltre l’arbitrario utilizzo della ROTTAMAZIONE ( vedasi Camera iperbarica ) non supportata da trasparenti certificazioni tecniche giustificative, il ricorso al FUORI USO per strumentazioni inventariate,anch’esse non più reperibili in loco pur in assenza di perizia tecnica giustificativa, ed infine la mancata messa in opera di strumentazioni diagnostico-terapeutiche,frutto di donazioni private(donazione Gabrielli) da anni elargite.
Il ricorso all’intervento giudiziario per via amministrativa si è reso indispensabile perchè gli organi della ASL hanno fatto orecchie da mercante alle reiterate richieste di riordino funzionale del Presidio Paolo Merlo determinando persino la sua cancellazione dalla rete ospedaliera regionale nonostante le criticità del territorio insulare,i contenuti del D.P.R. n° 34 del 28/9/90 che ne hanno sancito l’inderogabile attività a favore del suo territorio e la recente conferma del decreto Balduzzi.
Forse attizzando il fuoco in casa loro qualcuno cercherà di rimediare.
Comunicazione via rete:Con una puntigliosa esposizione dei fatti,corredata da pertinenti atti documentali, in data 19 corrente mese l’Associazione Bianco ha inviato una SEGNALAZIONE-ESPOSTO alleAutorità Governative della Revisione della Spesa,dottor Carlo Cottarelli ( Controllo spending-Review ) e dottor Raffaele Cantone ( Presidente Anti-Corruzione) che,per opportuna conoscenza,è stata partecipata anche alla Procura della Repubblica di Tempio stanti le numerose verifiche di legittimità richieste a quella sede sull’operato tecnico amministrativo dell’ASL 2 con particolare riferimento alla gestione fallimentare e all’inefficienza funzionale del Presidio Ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.
Sostanzialmente è stata richiamata l’attenzione sugli importi della Spending-Review che,rapportata agli scarsi ritorni produttivi,parrebbe aver raggiunto livelli di ingiustificato sperpero ed in tal contesto è stato fatto specifico riferimento anche ai premi di produttività elargiti da un’Azienda in stato fallimentare e per di più sprovvista di un’oggettivo sistema distributivo meritocratico.
E’ stato segnalato inoltre l’arbitrario utilizzo della ROTTAMAZIONE ( vedasi Camera iperbarica ) non supportata da trasparenti certificazioni tecniche giustificative, il ricorso al FUORI USO per strumentazioni inventariate,anch’esse non più reperibili in loco pur in assenza di perizia tecnica giustificativa, ed infine la mancata messa in opera di strumentazioni diagnostico-terapeutiche,frutto di donazioni private(donazione Gabrielli) da anni elargite.
Il ricorso all’intervento giudiziario per via amministrativa si è reso indispensabile perchè gli organi della ASL hanno fatto orecchie da mercante alle reiterate richieste di riordino funzionale del Presidio Paolo Merlo determinando persino la sua cancellazione dalla rete ospedaliera regionale nonostante le criticità del territorio insulare,i contenuti del D.P.R. n° 34 del 28/9/90 che ne hanno sancito l’inderogabile attività a favore del suo territorio e la recente conferma del decreto Balduzzi.
Forse attizzando il fuoco in casa loro qualcuno cercherà di rimediare.
Comunicazione via rete:Con una puntigliosa esposizione dei fatti,corredata da pertinenti atti documentali, in data 19 corrente mese l’Associazione Bianco ha inviato una SEGNALAZIONE-ESPOSTO alleAutorità Governative della Revisione della Spesa,dottor Carlo Cottarelli ( Controllo spending-Review ) e dottor Raffaele Cantone ( Presidente Anti-Corruzione) che,per opportuna conoscenza,è stata partecipata anche alla Procura della Repubblica di Tempio stanti le numerose verifiche di legittimità richieste a quella sede sull’operato tecnico amministrativo dell’ASL 2 con particolare riferimento alla gestione fallimentare e all’inefficienza funzionale del Presidio Ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.
Sostanzialmente è stata richiamata l’attenzione sugli importi della Spending-Review che,rapportata agli scarsi ritorni produttivi,parrebbe aver raggiunto livelli di ingiustificato sperpero ed in tal contesto è stato fatto specifico riferimento anche ai premi di produttività elargiti da un’Azienda in stato fallimentare e per di più sprovvista di un’oggettivo sistema distributivo meritocratico.
E’ stato segnalato inoltre l’arbitrario utilizzo della ROTTAMAZIONE ( vedasi Camera iperbarica ) non supportata da trasparenti certificazioni tecniche giustificative, il ricorso al FUORI USO per strumentazioni inventariate,anch’esse non più reperibili in loco pur in assenza di perizia tecnica giustificativa, ed infine la mancata messa in opera di strumentazioni diagnostico-terapeutiche,frutto di donazioni private(donazione Gabrielli) da anni elargite.
Il ricorso all’intervento giudiziario per via amministrativa si è reso indispensabile perchè gli organi della ASL hanno fatto orecchie da mercante alle reiterate richieste di riordino funzionale del Presidio Paolo Merlo determinando persino la sua cancellazione dalla rete ospedaliera regionale nonostante le criticità del territorio insulare,i contenuti del D.P.R. n° 34 del 28/9/90 che ne hanno sancito l’inderogabile attività a favore del suo territorio e la recente conferma del decreto Balduzzi.
Forse attizzando il fuoco in casa loro qualcuno cercherà di rimediare.
Comunicazione via rete:Con una puntigliosa esposizione dei fatti,corredata da pertinenti atti documentali, in data 19 corrente mese l’Associazione Bianco ha inviato una SEGNALAZIONE-ESPOSTO alleAutorità Governative della Revisione della Spesa,dottor Carlo Cottarelli ( Controllo spending-Review ) e dottor Raffaele Cantone ( Presidente Anti-Corruzione) che,per opportuna conoscenza,è stata partecipata anche alla Procura della Repubblica di Tempio stanti le numerose verifiche di legittimità richieste a quella sede sull’operato tecnico amministrativo dell’ASL 2 con particolare riferimento alla gestione fallimentare e all’inefficienza funzionale del Presidio Ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.
Sostanzialmente è stata richiamata l’attenzione sugli importi della Spending-Review che,rapportata agli scarsi ritorni produttivi,parrebbe aver raggiunto livelli di ingiustificato sperpero ed in tal contesto è stato fatto specifico riferimento anche ai premi di produttività elargiti da un’Azienda in stato fallimentare e per di più sprovvista di un’oggettivo sistema distributivo meritocratico.
E’ stato segnalato inoltre l’arbitrario utilizzo della ROTTAMAZIONE ( vedasi Camera iperbarica ) non supportata da trasparenti certificazioni tecniche giustificative, il ricorso al FUORI USO per strumentazioni inventariate,anch’esse non più reperibili in loco pur in assenza di perizia tecnica giustificativa, ed infine la mancata messa in opera di strumentazioni diagnostico-terapeutiche,frutto di donazioni private(donazione Gabrielli) da anni elargite.
Il ricorso all’intervento giudiziario per via amministrativa si è reso indispensabile perchè gli organi della ASL hanno fatto orecchie da mercante alle reiterate richieste di riordino funzionale del Presidio Paolo Merlo determinando persino la sua cancellazione dalla rete ospedaliera regionale nonostante le criticità del territorio insulare,i contenuti del D.P.R. n° 34 del 28/9/90 che ne hanno sancito l’inderogabile attività a favore del suo territorio e la recente conferma del decreto Balduzzi.
Forse attizzando il fuoco in casa loro qualcuno cercherà di rimediare.
Comunicazione via rete:Con una puntigliosa esposizione dei fatti,corredata da pertinenti atti documentali, in data 19 corrente mese l’Associazione Bianco ha inviato una SEGNALAZIONE-ESPOSTO alleAutorità Governative della Revisione della Spesa,dottor Carlo Cottarelli ( Controllo spending-Review ) e dottor Raffaele Cantone ( Presidente Anti-Corruzione) che,per opportuna conoscenza,è stata partecipata anche alla Procura della Repubblica di Tempio stanti le numerose verifiche di legittimità richieste a quella sede sull’operato tecnico amministrativo dell’ASL 2 con particolare riferimento alla gestione fallimentare e all’inefficienza funzionale del Presidio Ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.
Sostanzialmente è stata richiamata l’attenzione sugli importi della Spending-Review che,rapportata agli scarsi ritorni produttivi,parrebbe aver raggiunto livelli di ingiustificato sperpero ed in tal contesto è stato fatto specifico riferimento anche ai premi di produttività elargiti da un’Azienda in stato fallimentare e per di più sprovvista di un’oggettivo sistema distributivo meritocratico.
E’ stato segnalato inoltre l’arbitrario utilizzo della ROTTAMAZIONE ( vedasi Camera iperbarica ) non supportata da trasparenti certificazioni tecniche giustificative, il ricorso al FUORI USO per strumentazioni inventariate,anch’esse non più reperibili in loco pur in assenza di perizia tecnica giustificativa, ed infine la mancata messa in opera di strumentazioni diagnostico-terapeutiche,frutto di donazioni private(donazione Gabrielli) da anni elargite.
Il ricorso all’intervento giudiziario per via amministrativa si è reso indispensabile perchè gli organi della ASL hanno fatto orecchie da mercante alle reiterate richieste di riordino funzionale del Presidio Paolo Merlo determinando persino la sua cancellazione dalla rete ospedaliera regionale nonostante le criticità del territorio insulare,i contenuti del D.P.R. n° 34 del 28/9/90 che ne hanno sancito l’inderogabile attività a favore del suo territorio e la recente conferma del decreto Balduzzi.
Forse attizzando il fuoco in casa loro qualcuno cercherà di rimediare.
Comunicazione via rete:Con una puntigliosa esposizione dei fatti,corredata da pertinenti atti documentali, in data 19 corrente mese l’Associazione Bianco ha inviato una SEGNALAZIONE-ESPOSTO alleAutorità Governative della Revisione della Spesa,dottor Carlo Cottarelli ( Controllo spending-Review ) e dottor Raffaele Cantone ( Presidente Anti-Corruzione) che,per opportuna conoscenza,è stata partecipata anche alla Procura della Repubblica di Tempio stanti le numerose verifiche di legittimità richieste a quella sede sull’operato tecnico amministrativo dell’ASL 2 con particolare riferimento alla gestione fallimentare e all’inefficienza funzionale del Presidio Ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.
Sostanzialmente è stata richiamata l’attenzione sugli importi della Spending-Review che,rapportata agli scarsi ritorni produttivi,parrebbe aver raggiunto livelli di ingiustificato sperpero ed in tal contesto è stato fatto specifico riferimento anche ai premi di produttività elargiti da un’Azienda in stato fallimentare e per di più sprovvista di un’oggettivo sistema distributivo meritocratico.
E’ stato segnalato inoltre l’arbitrario utilizzo della ROTTAMAZIONE ( vedasi Camera iperbarica ) non supportata da trasparenti certificazioni tecniche giustificative, il ricorso al FUORI USO per strumentazioni inventariate,anch’esse non più reperibili in loco pur in assenza di perizia tecnica giustificativa, ed infine la mancata messa in opera di strumentazioni diagnostico-terapeutiche,frutto di donazioni private(donazione Gabrielli) da anni elargite.
Il ricorso all’intervento giudiziario per via amministrativa si è reso indispensabile perchè gli organi della ASL hanno fatto orecchie da mercante alle reiterate richieste di riordino funzionale del Presidio Paolo Merlo determinando persino la sua cancellazione dalla rete ospedaliera regionale nonostante le criticità del territorio insulare,i contenuti del D.P.R. n° 34 del 28/9/90 che ne hanno sancito l’inderogabile attività a favore del suo territorio e la recente conferma del decreto Balduzzi.
Forse attizzando il fuoco in casa loro qualcuno cercherà di rimediare.
Comunicazione via rete:Con una puntigliosa esposizione dei fatti,corredata da pertinenti atti documentali, in data 19 corrente mese l’Associazione Bianco ha inviato una SEGNALAZIONE-ESPOSTO alleAutorità Governative della Revisione della Spesa,dottor Carlo Cottarelli ( Controllo spending-Review ) e dottor Raffaele Cantone ( Presidente Anti-Corruzione) che,per opportuna conoscenza,è stata partecipata anche alla Procura della Repubblica di Tempio stanti le numerose verifiche di legittimità richieste a quella sede sull’operato tecnico amministrativo dell’ASL 2 con particolare riferimento alla gestione fallimentare e all’inefficienza funzionale del Presidio Ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.
Sostanzialmente è stata richiamata l’attenzione sugli importi della Spending-Review che,rapportata agli scarsi ritorni produttivi,parrebbe aver raggiunto livelli di ingiustificato sperpero ed in tal contesto è stato fatto specifico riferimento anche ai premi di produttività elargiti da un’Azienda in stato fallimentare e per di più sprovvista di un’oggettivo sistema distributivo meritocratico.
E’ stato segnalato inoltre l’arbitrario utilizzo della ROTTAMAZIONE ( vedasi Camera iperbarica ) non supportata da trasparenti certificazioni tecniche giustificative, il ricorso al FUORI USO per strumentazioni inventariate,anch’esse non più reperibili in loco pur in assenza di perizia tecnica giustificativa, ed infine la mancata messa in opera di strumentazioni diagnostico-terapeutiche,frutto di donazioni private(donazione Gabrielli) da anni elargite.
Il ricorso all’intervento giudiziario per via amministrativa si è reso indispensabile perchè gli organi della ASL hanno fatto orecchie da mercante alle reiterate richieste di riordino funzionale del Presidio Paolo Merlo determinando persino la sua cancellazione dalla rete ospedaliera regionale nonostante le criticità del territorio insulare,i contenuti del D.P.R. n° 34 del 28/9/90 che ne hanno sancito l’inderogabile attività a favore del suo territorio e la recente conferma del decreto Balduzzi.
Forse attizzando il fuoco in casa loro qualcuno cercherà di rimediare.

Dall’associazone Biancoceleste riceviamo e pubblichiamo

La Maddalena, 11 Agosto 2014

Finalmente il Manager ha “gettato la maschera”, declinando l’invito della stampa (l’Unione Sarda di mercoledì 6 Agosto 2014) a fornire chiarimenti circa la disposizione fattagli pervenire dai competenti Uffici Regionali, confermante il blocco dell’attività iperbarica del Centro di La Maddalena.
Come d’abitudine costui, ciurlando sul manico dell’ambiguità, si è sottratto dal fornire le utili e trasparenti informazioni dovute, chiaro indice, questo, della caotica situazione che lo coinvolge.
Ma il contenzioso giuridico che grava sulla ASL 2 non si limita al solo conflitto tecnico-operativo promosso dall’Amministrazione Regionale, bensì riguarda anche il Suo operato amministrativo, che si trova sotto l’obiettivo critico del Commissario Straordinario della “Spending Review” (Revisione della Spesa), Dott. Carlo Cottarelli, e del Presidente dell’Autorità Anti-corruzione del Governo, Dott. Raffaele Cantone.
I due alti Dirigenti dello Stato, minacciano severe sanzioni economiche ai funzionari che esitano a rispondere o non forniscono dati veritieri sui chiarimenti di spesa già richiesti da tempo, quali, per esempio, i quesiti inevasi avanzati dalla nostra Organizzazione, che costituiscono parte integrante delle inchieste in corso.
L’Associazione Bianco-Celeste, in attesa che gli organi governativi chiamati in causa (Agenas, Ministero della Salute, Ministero degli Interni, Procura della Repubblica, Struttura Governativa per la Revisione della Spesa, Assessorato Regionale alla Sanità, Collegio Sindacale Aziendale, Consiglio Comunale maddalenino, ecc, ecc, …) facciano chiarezza approfondendo i controlli di legittimità sulle questioni tecnico-economiche segnalate, ed eventualmente intervenendo con misure correttive per porre rimedio allo fascio funzionale in cui si trova l’intera struttura ospedaliera maddalenina, in ossequio alle quotidiane richieste avanzate dall’opinione pubblica che sulla pendente questione iperbarica chiede la massima trasparenza, si è assunta l’impegno di esporre le proprie conoscenze su quei fatti che, stante il silenzio-diniego del Manager, si mantengono torbidi e lacunosi.
A tal fine, precisa che il complicato “busillis” iperbarico si rifà sostanzialmente all’intervento di rottamazione strumentale (mai chiarito) operato dalla ASL sulla pre-esistente camera maddalenina; non si comprende infatti, il motivo per cui il Manager – senza darne spiegazione – abbia voluto la sua demolizione, quand’essa risultava essere meno obsoleta della cagliaritana (rimasta invece operativa) per tempistica d’impianto e attività terapeutica (circa 1/3 degli interventi comparativamente eseguiti).
Per di più l’iniziativa, indubbiamente molto onerosa, pare risultare poco chiara oltre che intempestiva e procrastinabile, anche perché non è stato neppure consentito di verificare l’esistenza di una perizia tecnica di supporto all’evento attuato.
Inoltre, la procedura amministrativa adottata per l’approntamento funzionale della nuova unità operativa, è stata stravolta in corso d’opera, tanto da trasformare la struttura da polifunzionale a “sola emergenza”. Ciò fa sollevare alcune perplessità relative all’espletamento delle gare di appalto in quanto non è risultato possibile accedere alla visione delle singole delibere che l’hanno determinata.
Tutto questo, senza soffermarci a considerare che l’iniziativa ha privato il centro di La Maddalena della 2^ unità iperbarica di cui invece ha usufruito quello di Cagliari.
Un’identica rottamazione sembra aver colpito anche la pianta organica in quanto, pur tuttavia risultando nel suo complesso numericamente sufficiente, (4 unità mediche, 5 infermieri ed 1 tecnico abilitato che, data anche la reperibilità di doppie unità, risultano bastevoli a soddisfare il fabbisogno della chirurgia e dell’iperbarica – entrambe da tempo defunzionalizzate con la chirurgia chiusa sin dal 2007!) – al momento, dato che alcuni medici ed infermieri, per attestate menomazioni psico-fisiche risultano non idonei alle mansioni assegnategli), non si può ritenere che essa sia conforme alle direttive dell’accreditamento funzionale.
E’ nostra opinione quindi, nell’interesse della sicurezza dei pazienti e degli stessi operatori sanitari, che bene abbia operato la Regione con il suo intervento sospensivo, ma che ancor più utile e doveroso risulterà il suo intervento se, in un prossimo futuro, riuscirà a rottamare anche i ROTTAMATORI.

Il Direttivo.

Dall’associazione AVIS riceviamo e pubblichiamo

L’associazione AVIS Comunale ‘Claudio Delogu’ de La Maddalena ti ricorda che venerdì 27 giugno, in Piazza XXIII Febbraio, dalle 08.00 alle 12.00, ci sarà la raccolta di sangue presso l’autoemoteca del Centro Trasfusionale della ASL n.2 di Olbia. Ricorda inoltre che si può fare donazione dopo aver fatto colazione. Con il tuo contributo possiamo aiutare quanti, in questo periodo critico, hanno bisogno della tua preziosa donazione. Donare il sangue è donare la vita!

Dalla segreteria del sindaco riceviamo e pubblichiamo

Mercoledì 11 giugno, sarà eseguita la disinfestazioni da zecche e altri parassiti sulle seguenti spiagge:

  •   Club Nautico e area autoparco
  •   Spiaggia Villaggio Piras
  •   Spiagge Ricciolina
  •   Spiaggia Marginetto
  •   Spiagge Penisola Giardinelli (Capocchia d’u Purpu, Isuleddu ecc…)
  •   Spiagge Cala Garibaldi
  •   Spiagge Conigliera
  •   Spiagge Stagnali
  •   Pineta Grande Stagnali e parco giochi bambini

Nelle aree sudette sarà interdetto l’accesso dalle ore 07,00 sino al termine delle operazioni di disinfestazione.

 

Donazione sangue

L’associazione Avis Comunale ‘Claudio Delogu’ ricorda che il giorno 6 giugno, dalle ore 08,00 alle ore 12,00, in piazza XXIII Febbraio sosterà l’autoemoteca del Centro Trasfusionale ASL n. 2 di Olbia, per procedere al consueto prelievo di sangue. La donazione può essere effettuata da chiunque e dopo aver fatto colazione. Donare il sangue è un atto di grande amore verso il prossimo e un dovere civile. L’Avis Comunale vi attende tutti in piazza XXIII Febbraio!. 

Dalla segreteria del Partito Democratico de La Maddalena riceviamo e pubblichiamo

La Asl  deve affrontare e risolvere  la situazione  sempre più critica della Radiologia, i pazienti non riescono ad ottenere appuntamenti a breve termine e non potendo attendere mesi per un controllo sono costretti a rivolgersi altrove in una situazione di disagio che si intreccia con la problematica dei  collegamenti marittimi. Fadda sostiene che il problema è la difficoltà di reclutare  personale medico specializzato per i piccoli centri: l’errore di valutazione è proprio questo, considerare uguale ciò che è diseguale significa ignorare le diverse condizioni di partenza e negare diritti.  La Regione e la Asl dovrebbero pianificare modalità di reclutamento ad hoc per la Maddalena, tenendo conto della sua specifica condizione di insularità, pensando ad esempio a degli incentivi o a dei bandi specifici o,  in seconda battuta, la rotazione programmata del personale del distretto.  Basta prendere in considerazione quello che già è stato fatto o si sta pensando di fare nelle altre isole minori del resto d’Italia.  Qualche anno fa la  Asl Napoli 2 emanò un bando apposito per Ischia di mobilità interregionale,  e piani specifici sono stati fatti nel corso del tempo in Toscana e in Sicilia. Perfino L’Organizzazione Mondiale della Sanità affronta con un approccio specifico le problematiche sanitarie delle piccole isole in quanto hanno molte caratteristiche peculiari che costituiscono una particolare sfida per la pianificazione sanitaria

Saluti
La segretaria
Veronica Corso

Donazione sangue

La Maddalena, 19.04.2014

L’associazione Avis Comunale ‘Claudio Delogu’ ricorda che mercoledì 23 aprile, in Piazza XXIII Febbraio, dalle 08.00 alle 12.00 si terrà la raccolta di sangue presso l’autoemoteca del Centro Trasfusionale della ASL n.2 di Olbia.
Sappiamo di poter contare, come sempre, su di te! Donare il sangue è donare la vita! Ti aspettiamo. Donare il sangue è un atto di alta valenza umana e sociale. Si ricorda inoltre che la donazione può essere fatta dopo aver fatto colazione.
Si coglie l’occasione per augurare a te e a tutti i tuoi cari i nostri auguri  per felici e serene festività  Pasquali.